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Un quarto d’ora di celebrità.

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Un quarto d’ora di celebrità

Tutto è cominciato quando Apple ha deciso di rinnovare il catalogo. Sono arrivati gli iPad, il mini e gli iMac, tra le varie altre cose. La recessione c’era già, il calo della capacità di acquisto pure e per fare buon peso,  nessuno si è accorto di Andy Warhol e del suo quarto d’ora di celebrità, ben mimetetizzati tra il pubblico. La loro presenza ha influito moltissimo sulla serata, cercando di vivacizzare il più possibile. Con ottimo successo, come andremo a raccontare. Se mi concedete questo plurale maiestatis.

Due spettacoli al prezzo di uno

Non erano le novità presentate in quell’evento il solo spettacolo a cui si assisteva. C’era pure quello del pubblico che faceva il possibile per criticare Apple e il suo mondo. L’argomento delle discussioni di chi vi stavano assistendo dalla rete, non erano le novità, erano i prezzi, la mancanza di innovazione di quelle novità e qualunque altra cosa tornasse utile per dare addosso a quell’azienda e ai suoi prodotti.

Nessuno seguiva quanto veniva raccontato dai vari relatori, tutti toppo impegnati con il loro vittimismo e a sparlare di Apple per farlo. Ogni tanto qualcuno di loro si distraeva, interrompeva le sue geremiadi e ascoltava. Nemmeno il tempo di accorgersi della differenza tra le proposte Apple e quelle della concorrenza, che lo spettacolo, quello del pubblico, ricominciava. Quell’altro, quello di Apple, fluiva lentamente, per conto suo, verso la fine. Senza troppi patemi d’animo.

Mistero

Assistere a quello spettacolo mi ha fatto ringiovanire di quasi due lustri. Era il periodo in cui la presentazione Apple dei nuovi prodotti, scatenava ondate di contumelie, dileggio e scherno, a priori. Qualche mese dopo si scopriva che quelle ondate di improperi si erano trasformate in acquisti fatti, nella maggior parte dei casi,  per reagioni di vario genere, comprese quelle su cui è meglio sorvolare e stendere un velo di pietoso silenzio.

Anche ora, come allora, c’era qualcuno, per usare un eufemismo, con idee tutte sue su quanto veniva presentato e l’assenza di proposte della concorrenza da brandire contro Apple era più che evidente. Assistere ad interventi che non stavano nè in cielo, nè in terra, era uno spettacolo da non perdere. Un ottimo antidoto alla depressione e al malumore. Gratis e a disposizione di tutti.

Come allora, gli interventi del pubblico della rete erano pieni di invettive contro qualunque cosa avesse a che fare con Apple e quel suo evento. I loro autori erano convintissimi che Il CEO di Apple avrebbe fatto meglio a cambiare mestiere. Come si permetteva di presentare quella proposta? Sembrava alternativa e, forse, migliore, di quella della concorrenza, quando esisteva. Nessuno dei suoi critici sembrava ricordarsi che in caso contrario nessuno dei potenziali clienti Apple l’avrebbe notata. L’avrebbero ignorata, esattamente come facevano in quel momento gli spettatori che continuavano ad intervenire su dei prodotti e su una presentazione, di cui non ascoltavano nemmeno una parola. Come era possibile? Mistero.

Per il momento ci fermiamo qui. A presto.

N.B: L’immagine di testa rappresenta la reazione a molti commenti letti durante l’ultimo evento Apple.

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