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Ritratto, autoritratto e selfie: l’evoluzione

Ritratto, autoritratto e simili….

Quanto leggerete è stato scritto dopo aver letto alcuni commenti e analisi sui selfie, il tipo di ritratto fatto a se stesso dal soggetto fotografato e infilato in tutti i social network che si riesce a raggiungere.  Anche quando, per fare sapere al mondo della rete e a tutto quanto gli gravita intorno che si esiste ancora, si da l’impressione di non brillare troppo per intelligenza o conoscenza del funzionamento della rete o dell’uso dei dati di chi ne usufruisce. In ogni caso, quanto leggerete non è altro che una disamina commentata sull’evoluzione del ritratto di soggetti che, potenzialmente, potrebbero essere anche i suoi autori. Altri soggetti, come fotografie legate alla natura come paesaggi, fotografia di animali e affini, considerabili come una forma particolare di ritratto, qui sarà ignorata visto che di solito, chi o cosa viene fotografato non sembra molto interessato a lascia traccia di sé tra i posteri come molti protagonisti dei ritratti reperibili in giro.
Ma andiamo a cominciare.

Ritratto

Il ritratto è il padre nobile delle rappresentazioni del soggetto nell’immagine.
Il soggetto viene rappresentato, secondo le fattezze e sembianze così come sono viste e filtrate dall’autore secondo il suo modo di vedere le cose, la sua cultura, le sue conoscenze o dai suoi condizionamenti. Solitamente questa rappresentazione avviene dietro richiesta del soggetto da rappresentare seguendo regole di varia origine, scelta e motivazione.

Attualmente sono molto usate le immagini integrate, curiosamente, dall’uso di strumenti digitali che cercano di imitare i ritratti fatti con strumenti precedenti all’avvento delle tecnologie digitali e di software specializzati che fanno a gara tra di loro nella loro simulazione. Dall’altra parte di questo collegamento ci sono ritratti fatti con quelli usati nel disegno. Altri li potrete trovare inserendo nel posto adatto, all’interno del motore di ricerca di vostra scelta, la parola ritratto e lo strumento usato per farlo. Io, ho usato Google e “ritratto (carboncino OR olio OR matita)” ottenendo questi risultati.
Non sono, ovviamente, gli unici possibili.

Autoritratto

Questo caso è una variante del precedente in cui l’autore ed il soggetto coincidono. Valgono considerazioni molto simili a quelle fatte per il ritratto, anche per quanto riguarda le motivazioni che stanno alla base della costruzione di quell’immagine. I primi autoritratti apparvero nel Medio Evo ed ebbero il massimo sviluppo nel Rinascimento. Da quell’epoca in poi hanno seguito l’evoluzione della pittura e delle immagini di quanto aveva destato interesse nel loro autore. Similmente ai ritratti, gli autoritratti solitamente, dipendono da cosa pensa l’autore di sé, da chi o cosa usufruirà di quelle immagini e, spesso, dalla reazione che ci sarà quando queste immagini verranno messe a disposizione del pubblico. Dall’altra parte dei questo collegamento potete trovarne alcuni esempi.

Ritratto e autoritratto nell’arte di strada o urbana

Arte di strada e urbana sono considerati sinonimi anche se, ad essere pignoli, un ritratto fatto su un muro non implica che quella parete sia all’interno di un’area cittadina o di quella sua parte qualificata come urbana, formata da case, strade e cose di quel genere. Per cui, forse è meglio che usiamo il termine originale, lingua inglese, “street art” che può essere intesa come qualunque immagine diversa da un graffito composto da serie di lettere, parole o frasi che appaiono in giro per la città spesso legate al mondo a cui il loro autore è legato. In comune con la street art ha, usualmente, l’assenza del permesso esplicito per apparire sui muri o in qualunque altro posto dove viene trovato. Se si è interessati alle immagini diverse dai graffiti, alcuni esempi li potete trovare, al solito, nel vostro motore di ricerca preferito inserendo le parole opportune: portrait OR “self portrait”, ritratto, autoritratto, “street art”,”urban art” sono buoni termini, che possono essere usati nella ricerca di esempi di questo genere di immagini. Anche in questo caso, dall’altra parte di questo collegamento ci sono quelli da me trovati con una veloce ricerca fatta su Google.
Di solito sono immagini fatte con tecnologie miste e sono caratterizzate da un’esistenza illegale ma tollerata quando vengono fatti, interpretati o reinterpretati usando tecniche e abilità che amplificano la qualità dell’immagine, dei vantaggi che ne derivano per il proprietario del supporto su cui è stata fatta o aumentano la fama del loro autore e del suo talento.
Talvolta vengono commissionati, alla stessa stregua di un ritratto di qualche secolo addietro e posizionati in luoghi scelti dal committente in modo che siano accessibili dal pubblico secondo criteri scelti di vario genere e origine.

Selfie e autoscatto

Selfie è il termine moderno che indica, popolarmente, la versione moderna dell’autoscatto italico di qualche tempo fa. Il termine, in sé, non ha più di una quindicina di anni. Attualmente si riferisce ad un tipo di autoritratto solitamente destinato alla rete.

In origine, si riferivano a ritratti di bassa qualità, fatti per ragioni diverse e la destinazione dell’immagine ottenuta non era la stessa. Il tempo e la tecnologia hanno semplificato le cose e ora  sono considerati quasi sinonimi. Come detto, di solito sono entrambi varianti dell’autoritratto ma il primo (selfie) è fatto con un dispositivo mobile e l’immagine ottenuta è  destinata ad immortalare il soggetto fotografato quasi esclusivamente dentro qualche social network reperibile in rete. L’altro (autoscatto) è uno scatto fotografico fatto a se stessi la cui destinazione non è quella dei selfie a causa della sua scarsa qualità, se confrontata con quella di un selfie, di per sé già abbastanza scarsa.

Per il momento ci fermiamo qui. Prima di chiudere evidenzio che esistono particolari tipi di immagine, ritratti compresi, usati come terapie di alcuni disturbi dell’autore del ritratto o di chi ne è protagonista. Dipingere o ritrarre, in qualche modo, qualcosa o qualcuno, anche se stessi, talvolta riesce ad evidenziare alcuni disturbi alla personalità e a curarli con qualche  successo.

N. B: il ritratto in testa all’articolo, copia dell’originale trovato su istagram.co, è usato esclusivamente a fini esplicativi. L’autore è Alberto Lipari. Ritrae il maestro d’ascia Alessandro Mancuso e l’ha fatto con la tecnica della seppia e gesso su carta ocra.

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