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APFS – Prime notizie sul nuovo file system Apple

chicco di caffe

Darwin e l’evoluzione APFS

APFS è l’acronimo che indica il file system in arrivo, il prossimo anno. Unificherà la gestione degli archivi di tutti dispositivi e sarà il futuro di Apple. Quando ne ho avuto notizia mi è venuto in mente quell’evoluzione descritta da Darwin nei suoi lavori. In un certo senso la storia dell’informatica e Darwin parlano delle stesse cose: qualcosa si evolve adattandosi alle sollecitazioni esterne al suo mondo e sopravvive…. Qualcos’altro non lo fa e si ritrova, molto presto, a pagare un prezzo molto caro per non averlo fatto. APFS è l’equivalente digitale di quel qualcosa che si evolve per sopravvivere. Nessuno sa, nemmeno Apple, quando quel file system verrà adottato ufficialmente. Al momento ci sono solo voci ma c’è già qualcuno che ha voluto farsi notare criticando le ragioni alla base della decisione di Apple di creare questa nuova gestione dei file, dotata di proprietà quasi magiche in confronto a quanto c’era prima….C’è chi si chiede perchè non è Open Source, qualcuno trova da ridire sulle ragioni software 0 su quelle hardware per cui i dispositivi Apple debbano usare l’APFS. Nessuno ha compreso che quelle più importanti sono altrove. In questo articolo troverete qualche cenno ad alcune di esse. In un prossimo articolo la situazione attuale…

….Un filesystem più semplice…

APFS viene dopo, in casa Apple, di HFS e HFS+, che cominciano ad avere delle difficoltà a gestire svariati tipi di archivi, le ultime tecnologie: SSD, Trim, cifratura, privacy e, presumibilmente, parecchi altri problemi legati a queste cose. Le recenti disavventure con FBI e gli altri curiosoni interessati a conoscere, per le loro ragioni, le faccende altrui hanno fatto il resto. Apple ha accelerato i suoi studi sulla registrazione, la cifratura degli archivi e la loro gestione e l’ha fatto sapere in giro. Altre notizie, se interessano, sono in questa pagina di Apple Developer predisposta per essere la fonte dell’informazione per gli sviluppatori sullo stato attuale delle cose. Si suggerisce la conoscenza della lingua inglese o di avere un traduttore sotto mano. Molto interessanti i collegamenti e i consigli sparsi per tutta la pagina. Se invece non interessano troppo i particolari tecnici e bastano le notizie del momento qui c’è una pagina per voi…Al momento sembra che siano in via di implementazione alcune funzionalità interessanti: la prima è lo Space Sharing, la condivisione dello spazio del disco, indipendente dalle partizioni utilizzate. APFS, quindi, gestirà gli archivi usando tutto lo spazio necessario ricorrendo anche ad iCloud se lo riterrà necessario.
Altra funzionalità che dovrebbe essere implementata, in qualche modo, è la manutenzione del disco. Non si sa se solo quella elementare, dando così la possibilità ai software specializzati di continuare, per così dire a vivere, o in modo completo. La privacy, si dice, sarà molto curata, offuscando i dati del singolo utente ma non quelli collettivi utilizzati, dopo averli resi anonimi, per ottimizzare e fare evolvere i suoi dispositivi.

Prima di chiudere, alcune curiosità…

L’idea Apple dell’APFS e la motivazione alla base della sua formalizzazione non sono state molto apprezzate da parecchi amministratori di sistema. Alcuni di loro sono in preda a crisi di panico al solo pensiero di modificare il modo consolidato che usavano per fare le loro cose. Altri, invece trovano da ridire sul modo di vedere le cose di Apple e non si capisce come facciano a farlo visto che la diretta interessata evita di farlo sapere in giro.
Nessuno di loro pensa nemmeno per un istante che il mondo evolve e Apple e i suoi utenti devono fare altrettanto se non vogliono rimanere indietro o, peggio, finire fuori dal mercato. A loro parziale rassicurazione, comunque, è giusto che si sappia che ci sono ancora dei problemi da risolvere per cui, al momento non è prevedibile, a breve termine un uso ragionevole dell’ APFS. Sono certo, comunque che, come tradizione Apple, ci verrà fatto sapere tutto al momento opportuno.

Per il momento ci fermiamo qui….

N.B: L’immagine in testa all’articolo vuole solo ricordare che qualche volta si può lasciare perdere la tecnologia e fare una pausa per dedicarsi ad una buona tazza di caffè. Dopo vedremo il mondo in tutt’altra maniera.

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