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Aggiornamenti Apple: cosa c’è da sapere?

aggiornamento_iOSAggiornamenti Apple.

Apple ogni tanto aggiorna i suoi software sempre con la stessa procedura: versione grossolana, intermedia per correggere gli errori rimasti, definitiva. Da sempre.

Nonostante tutto, c’è sempre qualcosa di sbagliato per qualcuno. Costui installa il software, riscontra dei problemi e sin da subito appaiono le sue rimostranze in rete. Senza nemmeno avere provato a risolverli.

Se qualcuno cerca di farlo per lui e prova a fargli qualche domanda per capire cosa è successo, diventa aggressivo. Se si prova a suggerirgli una procedura migliore, reagisce male e si rivolge altrove.

Sono arrivate le novità!

Appena si viene a sapere del loro arrivo, c’è la corsa ad installarle senza prendersi alcuna precauzione con qualcuna delle pratiche standard per questi casi.

Talvolta si incappa in qualche problema e si prova a risolverlo. Se non si riesce,  si cerca in rete l’ultima versione senza problemi e si scopre che Apple le ha tolto le firme rendendola inutilizzabile.

A questo punto non rimane altro che attribuire la responsabilità ad Apple, al dispositivo, al resto dell’universo o chiunque venga suggerito dalla fantasia e dall’immaginazione di chi scrive.
Anche quando la responsabilità, plateale, è di chi ha combinato il guaio.

Firme

Le firme Apple a cui ho accennato, qualche riga più su, sono qualcosa di simile alle autorizzazioni all’aggiornare il software Apple memorizzato o a ritornare alla sua versione precedente.

Se sono presenti quelle corrette, l’aggiornamento viene completato; in caso contrario talvolta appaiono errori a cui si può porre rimedio solo usando procedure particolari che non sono alla portata di tutti.

La presenza o l’assenza di queste autorizzazioni risale al tempo della personalizzazione iOS detta Jailbreaking o JB,con cui parecchi cercavano di fare su quel sistema operativo come facevano su quello Android da cui arrivavano.

Qualcuno era riuscito a fare danni anche all’hardware e aveva fatto delle rimostranze molto rumorose in rete e Apple, stanca di queste cose, vi ha posto fine inserendo queste firme nei nuovi software in modo da ridurre i tentativi di personalizzazione di iOS finiti male.

Jailbreak

Il JB, acronimo di JailBreak, lo strumento per personalizzare iOS, ha lasciato il segno, dopo tutto. A suo tempo era una pratica, derivata, in qualche modo, dalle personalizzazioni dei sistemi della concorrenza fatte per ragioni e scopi che  esulano dall’argomento di questa chiacchierata.

Nel mondo Apple, comunque, la decisione di tornare alla versione precedente per personalizzare un dispositivo, era un’abitudine molto frequente fino a non molto tempo fa che Apple, ovviamente, non ha mai gradito e vi ha posto fine con una sequenza di aggiornamenti che l’ha resa obsoleta.

Un po’ di storia

Arrivava l’aggiornamento Apple e poco dopo il JB relativo che molti blog pubblicizzavano invitando i loro lettori ad  implementarlo. Molti lo installavano e poco dopo, se erano fortunati, scoprivano che tutto quello che facevano o c’era nel loro dispositivo era finito nei posti più strani. Apple aggiornava di nuovo iOS e si ricominciava tutto da capo.

Ovviamente, questo trasferimento altrove dei dati personali e della loro diffusione non era una cosa certa ma ogni tanto capitava. Qualcuno se ne accorgeva, veniva a lamentarsi in rete e pretendeva che qualcuno lo tirarasse fuori dai guai senza fare o dire nulla per aiutarlo.

Se si cercava di capire cosa aveva combinato cercava prima di imbrogliare le carte, poi spariva o veniva abbandonato al suo destino da chi aveva cercato di aiutarlo.

Questa moda è durata qualche anno… poi gli autori dei JB sono passati ad altri interessi e gradualmente nessuno ne ha più parlato come un tempo. Nonostante, la riapparizione, per qualche tempo del downgrade fatto per rimediare ad installazioni finite male.

Downgrade

Downgrade è il termine gergale, di origine anglofona, usato in rete e in informatica per indicare, solitamente, l’abbandono della versione più recente del software e la sua sostituzione con una delle precedenti a causa di malfunzionamenti di quella appena presentata. Di solito.

Nel caso Apple e del JB su iOS, il downgrade era usato per dare una dimostrazione di creatività, fantasia ed immaginazione usate per trasformare iOS in un qualcosa di simile ad Android, anche, per dirla con un po’ di ironia, nella sua sicurezza e nel suo rispetto della privacy dei suoi utenti.

In ogni caso, i risultati ottenuti dal downgrade fatto per tentativi, prendendo software qua e là, lasciavano il sistema ottenuto funzionante ma perso, tra versioni diverse dello stesso software che rimanevano mescolate tra di loro in maniera inestricabile. Nessuno è mai riuscito a riportare completamente il software alla vecchia versione senza averne una copia ufficiale come modello.

Qualche suggerimento

Una buona prassi, come già accennato, suggerisce di fare sempre qualche verifica pre-installazione di qualsiasi nuovo software; se questa simil pre-verifica ha esiti positivi, si fa un’installazione di prova su un disco esterno. Se non ci sono problemi nemmeno dopo qualche tempo, si sposta tutto sul disco di sistema.

Molti utenti, però non amano questo approccio conservativo e preferiscono installare il nuovo software direttamente nel disco di sistema.

Talvolta, l’installazione non fornisce i risultati preventivati e la diagnosi del malfunzionamento sembra il racconto di qualche vicenda epica e leggendaria.

Per ora ci fermiamo qui.

N.B: L’immagine di testa è quella di un aggiornamento in corso.

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