Storie e racconti dalla rete

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Storie e racconti dalla rete - HD DevStorie e racconti dalla rete.

La rete è sempre fonte di ispirazione per chiunque voglia passare un po’ di tempo senza troppe preoccupazioni o vuole rimediare un po’ di buon umore e qualche risata.
La maniera migliore sono le vicende in cui sono coinvolti i suoi frequentatori, i produttori di bene o servizi, i loro utenti e chiunque passi da quelle parti.
Le vicende che leggerete, non hanno la pretesa della novità ma sono un buon indicatore di cosa succede quasi quotidianamente nel web.

Google – Alphabet

Google – Alphabet aveva proposto i suoi primi smartphone progettati in casa e li aveva chiamati, in un accesso di creatività, Pixel, come i puntini luminosi dei display usati in informatica per gli scopi più vari. Google – Alphabet  ha fatto in modo che i suoi risultassero pieni di difetti, non conformi a quanto pubblicizzato dal Marketing e nemmeno lontanamente simili agli iPhone delle ultime due generazioni a cui s’era ispirata  nella loro progettazione.
Qualcuno in Google – Alphabet ha quindi deciso di porre rimedio a questi difetti con una seconda serie, i Pixel 2, convinto com’è di poterli fare migliori della serie precedente e, probabilmente, pure degli iPhone presentati nel prossimo Keynote autunnale. Come sempre, in tutte le storie e i racconti che coinvolgono Google, verranno ignorati i suggerimenti e i consigli richiesti alla rete che non si conformeranno alle decisione che la sua grande autostima e l’egocentrismo le hanno suggerito. Mentre scrivo sembra che stiano per essere presentati al mercato. Presto sapremo cosa hanno combinato con questa nuova serie.

Realtà virtuale e affini

La realtà virtuale non sta vivendo un buon momento. Dopo la presentazione dei prodotti demo sono stati presentati quelli reali e la richiesta della cifra da pagare per usarla e l’entusiasmo iniziale è sparito.
Come sempre, anche in questo caso, si è tentato di rilanciare questo genere di mercato riempiendo la rete con storie e racconti sulle meraviglie che si possono ottenere con questa tecnologia. A tale proposito, ho provato a fare qualche ricerca e i risultati sono dall’altra parte di questi collegamenti . Il primo porta ad una pagina in lingua inglese e l’altro, ad una in lingua italiana. Microsoft, forse, sta cercando di dismettere gli hololens, cercando di fare credere il contrario al resto del mondo. Qualcuno che crede a questo genere di comunicati o ad altri simili c’è sempre, tutti sono felici e contenti, nessuno fa domande imbarazzanti su quanto è successo fino a cinque minuti prima. Fino al prossimo giro. Ma non vale solo per le hololens, vale anche per i Google Glass e per la realtà aumentata di Apple di cui non si va molto oltre le chiacchiere che ne favoleggiano i pregi.

Lo spettacolo deve continuare…

La rete è uno spettacolo a cui bisogna partecipare per dimostrare di essere ancora presenti sul mercato e farlo continuare per non vedere crollare il mercato e i propri profitti. Cambiano gli attori, la scena, ma lo spettacolo è sempre lì. C’è sempre qualcuno che recita qualcosa, a volte sono i blogger, talvolta i commentatori con i loro interventi… persino molti produttori non disdegnano di partecipare con i loro comunicati, i loro prodotti o i pettegolezzi che li riguardano. Tutti cercano di farsi notare, in qualche modo. Apple non ne ha bisogno: continua sulla sua strada senza dare troppo retta al resto del mondo e ogni volta che appare qualcosa di suo, tutta la rete lo viene a sapere e lo spettacolo ricomincia. Un’altra volta….

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Per ora ci fermiamo qui….

N.B: Il cantastorie di testa è tratto dal film di animazione Robin Hood di Walt Disney.

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